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Jan. 28, 2026, 1:19 p.m.
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La CMA del Regno Unito propone che Google consenta agli editori di notizie di scegliere di non essere inclusi nel caricamento di contenuti da parte dell'IA

Brief news summary

L'Autorità per la Concorrenza e i Mercati (CMA) del Regno Unito ha proposto che Google consenta ai siti di notizie e ai creatori di contenuti di scegliere di non far utilizzare il loro materiale nelle sintesi giornalistiche automatizzate basate sull'intelligenza artificiale. Questa iniziativa affronta le preoccupazioni relative alla posizione dominante di Google nel mercato digitale dell'informazione e mira a garantire un uso equo e una monetizzazione corretta dei contenuti. La CMA sottolinea che le sintesi generate dall'AI riducono il traffico verso i siti di notizie originali, influendo negativamente sui ricavi pubblicitari e sugli abbonamenti degli editori. Attualmente, Google utilizza i contenuti degli editori senza il loro consenso o un'adeguata remunerazione. Concedendo agli editori un controllo significativo sulla loro inclusione nei modelli di intelligenza artificiale, la CMA si propone di ristabilire un equilibrio e di promuovere l'innovazione. Queste misure intendono creare un panorama di notizie più competitivo, diversificato ed etico, sostenendo gli sforzi per proteggere i diritti dei creatori di contenuti. La proposta contribuisce anche alle discussioni internazionali sulla regolamentazione dei contenuti digitali e potrebbe stabilire un precedente globale per un trattamento equo dei media di informazione.

L’autorità britannica per la concorrenza, l’Authority per la Concorrenza e i Mercati (CMA), ha proposto che Google dovrebbe consentire ai siti di news e ai creatori di contenuti di escludere l’estrazione dei propri contenuti online da parte degli algoritmi per l’utilizzo nelle sue sintesi di notizie generate dall’intelligenza artificiale. Questa raccomandazione fa parte di proposte più ampie volte a ridurre l’influenza dominante di Google sul ecosistema digitale dell’informazione e a promuovere un uso più equo dei contenuti e una monetizzazione più giusta online. La CMA, responsabile di garantire la concorrenza e la protezione dei consumatori nel Regno Unito, ha emesso questo rapporto nel contesto di un’attenzione continua sulla supremazia di Google nel settore della pubblicità nel motore di ricerca e dei contenuti digitali. La CMA ha identificato Google come un attore "strategico" nel mercato della pubblicità sui motori di ricerca, riconoscendone il potere di mercato significativo, che ha attirato l’attenzione dei regolatori a livello globale. Il rapporto evidenzia le preoccupazioni riguardo alle sintesi di notizie generate dall’AI—riassunti concisi mostrati sulla parte superiore dei risultati di ricerca—prodotte da algoritmi addestrati su contenuti web, includendo articoli di notizie provenienti da vari editori. L’autorità ha sottolineato che questi riassunti AI riducono l’engagement degli utenti con i siti di news originali, portando a un minor clic e a una diminuzione del traffico. Questa perdita minaccia i ricavi pubblicitari e gli abbonamenti degli editori, fondamentali per sostenere il giornalismo di qualità. La CMA sostiene che l’utilizzo di questi riassunti AI senza il consenso degli editori consente a Google di trarre profitto dai contenuti originali senza corretta compensazione o scelta da parte dei creatori. Per affrontare questa situazione, la CMA raccomanda che Google sviluppi meccanismi che concedano agli editori di news un controllo significativo su come i loro contenuti vengono accessi e utilizzati all’interno dei modelli di AI. In particolare, le proposte prevedono un’opzione di opt-out, che permetta agli editori di bloccare Google dall’estrarre i propri contenuti per la creazione di panoramiche AI.

L’obiettivo è ripristinare un equilibrio, proteggendo i diritti degli editori e promuovendo un uso più equo dei contenuti, pur consentendo a Google di innovare e offrire funzionalità di ricerca utili. La CMA sostiene che queste misure contribuirebbero a favorire un ambiente di notizie più competitivo e sano, rispettando i diritti di proprietà intellettuale degli editori, sostenendo la diversità nell’offerta di notizie e preservando gli standard giornalistici. Ciò si allinea con le tendenze regolamentari più ampie che pongono l’accento su un uso etico e trasparente dell’AI, considerando gli interessi dei creatori di contenuti. Google ha affrontato una crescente attenzione globale per la sua posizione dominante e gli impatti dei suoi strumenti di intelligenza artificiale sui media. Le raccomandazioni della CMA contribuiscono ai dibattiti in corso su come le principali piattaforme tecnologiche debbano bilanciare innovazione, comodità per i consumatori e trattamento equo dei fornitori di contenuti. L’autorità sottolinea che il progresso tecnologico non dovrebbe minare il ruolo essenziale delle organizzazioni di informazione nella società. Man mano che le tecnologie di intelligenza artificiale evolvono e si integrano maggiormente nei motori di ricerca e nei servizi digitali, il rapporto della CMA evidenzia la necessità di definire chiaramente diritti e responsabilità tra gli stakeholder. L’attuazione di un sistema di opt-out potrebbe stabilire un precedente globale per la gestione dell’uso dei contenuti nell’era dell’AI e influenzare futuri quadri regolamentari. In definitiva, le proposte della CMA rappresentano un passo importante verso la ridefinizione del rapporto tra i colossi della tecnologia e gli editori di news, evidenziando la necessità di quadri normativi robusti che proteggano i creatori di contenuti, favoriscano l’innovazione e apportino benefici ai consumatori. Gli attori dei media seguiranno con attenzione queste raccomandazioni mentre proseguono le discussioni sul futuro della regolamentazione dei contenuti digitali.


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